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Approfondire l’approccio educativo alle materie STEM per favorire lo sviluppo di autoconsapevolezza nel minore relativamente ai propri talenti e delle competenze necessarie a fronteggiare le sfide dei cambiamenti in corso.
È l’obiettivo del nuovo progetto de Il Manto SCS, finanziato da Fondazione Deutsche Bank Italia che vede protagonisti 30 bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni, che frequentano il centro diurno. Si intitola “Talent To Be” e mette al centro proprio l’insegnamento di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, materie che, in inglese, vanno a formare l’acronimo STEM. Si tratta di quattro discipline fondamentali nel mondo di oggi, intersecate tra loro e capaci di produrre innovazione e cambiamento nell’epoca della Twin Transition, la transizione digitale e ambientale che rappresenta la sfida principale che l’Europa, e l’Italia, stanno affrontando e dovranno affrontare nei prossimi anni.

Ad occuparsi di insegnarle ai ragazzi c’è la docente Michela Prest, professoressa dell’Università dell’Insubria nel dipartimento di scienza e alta tecnologia, tra i fornitori del progetto. “Uno dei principali obiettivi è lo sviluppo della capacità di osservazione, che è alla base del metodo scientifico – racconta – Osserveremo il cielo, costruiremo strumenti, ma la cosa più importante è che tutti faranno tutto con le proprie mani. Questa è una parte fondamentale, perché consente a bambini e ragazzi di diventare protagonisti.
Ognuno ha uno sviluppo dell’apprendimento diverso e le lezioni frontali rischiano di lasciare indietro parte della classe. Invece far fare, sperimentare, anche con prodotti di uso quotidiano, consente agli studenti di imparare ad osservare, comprendere da soli le regole, fare collegamenti, perché spesso fenomeni diversi seguono la stessa legge”.
E l’obiettivo non è tanto quello di far capire ogni singolo concetto, ma quello di suscitare curiosità, che poi possa, alla lunga, sfociare in una vera e propria passione. “Spesso nella crescita, soprattutto dopo la seconda media, si osserva un crollo dell’interesse – constata la docente – questo progetto, invece, mira a interessare bambini e ragazzi e a portarli a pensare in maniera diversa, attraverso l’apprendimento di un metodo che poi si porteranno dietro per tutta la vita, ma anche con la conoscenza di figure che hanno fatto della passione per le materie scientifiche una professione e l’illustrazione dei risvolti pratici. La scienza è un modo per cambiare il mondo”.

Certamente una grande opportunità per i ragazzi, che oltre a effettuare laboratori con la docente, avranno modo di spostarsi, visitare luoghi simbolo e musei, conoscere professionisti del settore ed imprenditori. Una parte esperienziale importante tanto quanto quella più prettamente didattica e laboratoriale, come spiega Stefano Mangiacotti, responsabile degli educatori del Manto. “Tanti dei nostri bambini e ragazzi, per diversi motivi, non hanno un rapporto lineare con la scuola tradizionale – spiega – con Talent To Be, invece, l’approccio è quello del piccolo ricercatore. Avranno modo di sperimentare il metodo scientifico e di approcciarsi alle materie STEM, che aiutano a capire ciò che ci circonda e a fare scelte nella vita quotidiana. Ma avranno l’opportunità anche di rapportarsi con la comunità scientifica e vedere musei, che testimoniano le conoscenze del genere umano. Non ci aspettiamo che comprendano tutto. Vogliamo che incontrino la passione. È il pretesto per porsi domande e metterci impegno”.

Il progetto, già partito, ha già dato modo allo staff educativo di osservare i primi effetti sui bambini e i ragazzi che vi partecipano, apparsi più attenti e consapevoli, soprattutto nel rispetto dell’ambiente. Ne fa alcuni esempi Maria Ferrario, educatrice: “In uno dei nostri laboratori, quello di cucina, chiediamo sempre di effettuare le proporzioni, tenendo conto del numero dei commensali nel fare il calcolo degli ingredienti. Questo aumenta la loro consapevolezza sull’importanza di ridurre gli sprechi. Ciò che ci auguriamo è che pian piano questa sia una logica che entri nella loro vita quotidiana, che tornino a casa con la loro famiglia e riportino quanto appreso”.
Ma Talent To Be non è solo rivolto ai minori. Rappresenta anche un’importante occasione di crescita per tutto lo staff educativo, che può fare propri nuovi approcci metodologici. “Ho imparato l’importanza dell’approcciarsi alle materie di studio recuperando continuamente degli esempi dalla vita di tutti i giorni – racconta – Inoltre ho notato quanto arricchisca lasciare che il bambino o il ragazzo faccia domande”. E il percorso è solo all’inizio: la strada verso nuove conoscenze e curiosità è appena cominciata.