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Lo scopo del progetto SIPP (social inclusion through pupils participation), a cui stanno partecipando gli educatori del Manto di Cometa, è quello di condividere buone pratiche educative con partner di altre realtà internazionali mettendo a tema e condividendo insieme a loro le varie esperienze con i bambini e i diversi metodi educativi.

“Grazie a questi incontri abbiamo scoperto che anche gli educatori così lontani e diversi da noi per cultura e geografia, sono animati dal nostro stesso desiderio: coinvolgere i ragazzi nel loro stesso processo di crescita. Educare è tirare fuori, mettersi in discussione e non può funzionare se l’adulto o l’educatore pensa di dover solo insegnare nozioni specifiche al bambino.” Racconta Ottaviano, educatore del Manto di Cometa appena tornato dal viaggio in Danimarca che lo ha visto coinvolto nel progetto e in questa occasione di confronto.

IL METODO LABORATORIALE: IL METODO CONDIVISO DAGLI EDUCATORI.

Il metodo ha come obiettivo principale la crescita personale e continua del bambino. Attraverso questo metodo i bambini e i ragazzi vengono coinvolti nel loro stesso processo educativo, protagonisti a tutti gli effetti. Questo coinvolgimento comporta una presa di coscienza nel bambino cioè una certa dose di responsabilità che il bambino e il ragazzo stesso possono avere nei confronti di loro stessi, della propria formazione e della propria crescita in generale. Sono loro stessi infatti a valutare il loro lavoro e/o a valutarlo insieme al loro gruppo di lavoro.

Nella vita adulta nessuno potrà sostituirli nelle scelte che dovranno fare; fin da ora, in un ambiente protetto e supervisionato, è bello poter insegnare loro a prendersi le loro responsabilità, valutando le scelte necessarie per diventare adulti.

Di questo metodo sono protagonisti anche gli educatori stessi, che insieme ai ragazzi si mettono in discussione in prima persona: questo sano mettersi e mettere in discussione proposto al ragazzo è accompagnato da qualcuno di più grande che riconosce di poter imparare ancora, di poter imparare sempre, anche e soprattutto dal bambino che ha davanti! È quindi necessario anche uno sforzo per l’adulto che si metta in gioco e si percepisca come un soggetto in crescita insieme ai bambini. “Educare è il lavoro che facciamo ogni giorno con i nostri bambini, per loro e con loro, per loro e per noi. Perché è proprio vero; non si smette mai di imparare!” Ottaviano, educatore del Manto

EDUCAZIONE E INCLUSIONE: UN DIALOGO INTERCULTURALE 1 EDUCAZIONE E INCLUSIONE: UN DIALOGO INTERCULTURALE 2

Durante gli incontri del progetto, a partire dalla condivisione del metodo di Cometa tramite due semplici esempi di laboratori realizzati, l’entusiasmo dei vari paesi è stato tale da permetterci di organizzare altri momenti online e in presenza con a tema il metodo e un laboratorio creativo in cui i partecipanti erano i vari educatori delle realtà europee coinvolte – Danimarca, Estonia, Svezia, Svizzera.

 “È stato prezioso vedere che anche chi all’estero non conosce la nostra realtà abbia riconosciuto la professionalità di Cometa attraverso la narrazione del metodo. Grazie a questo progetto abbiamo capito che il confronto con gli altri e il gruppo può essere una grandissima risorsa!” commenta Riccardo educatore in Cometa che insieme a Ottaviano ha partecipato a questi incontri.