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4 settimane dedicate alla formazione per docenti, tutor e insegnanti di sostegno in Cometa.

Un mese di lavoro diverso dal solito durante il quale docenti, tutor e insegnanti di sostegno si mettono alla prova lavorando insieme come team. Divisi in gruppi affrontano un percorso di formazione creato sulla base delle esigenze emerse durante l’anno scolastico appena concluso. Grazie a brainstorming, lavori di gruppo e laboratori collaborano tra di loro sentendosi ancor più uniti per non perdere lo sguardo attento sui ragazzi.

Ogni modulo si adatta alle esigenze dei percorsi formativi della Scuola: Legno, Tessile, Sala Bar e Liceo, ma ancor di più alle esigenze dei ragazzi. Gli argomenti trattati sono apparentemente molto diversi tra loro, ma tutti convergono verso un obiettivo comune: permettere ai docenti e ai tutor di approfondire pratiche formative per metterle in atto durante l’anno. I moduli riguardano: il confronto tra l’intelligenza umana e quella artificiale, la didattica per competenze, il metodo di studio per i DSA, il bilancio delle competenze, le “mini-lessons” e le visite esterne per prendere ispirazione.

Due sono stati per ora i moduli più significativi di questo campus: Il confronto tra l’intelligenza emotiva e quella artificiale e le “mini-lessons”.

Ma di cosa si tratta?

Intelligenza umana e artificiale
Docenti e tutor hanno il compito di accompagnare gli studenti nel loro percorso di crescita. Ma, quindi, cosa significa insegnare ad esseri umani? Che cos’è tipicamente umano? Se una macchina farà sempre un caffè perfetto, perché lo insegniamo ai ragazzi?

Da queste domande si è arrivati a una semplice conclusione, ma non sempre scontata: ai ragazzi bisogna insegnare, sì, la parte pratica ma soprattutto la cura del proprio atteggiamento e del rapporto con il cliente. Una macchina non sarà mai in grado di salutare o parlare con una persona, quindi è importante permettere a ogni ragazzo di sviluppare la propria intelligenza facendo emergere l’unicità che solo gli esseri umani hanno.

“Mini-lessons”
Un modulo pensato per mettersi alla prova come insegnati e per capire come migliorare le proprie lezioni. A turno i docenti sono stati professori, studenti e osservatori. Nel momento in cui il docente teneva la sua lezione, il gruppo di osservatori e studenti avevano il compito di dare un feedback sull’applicazione efficace di pratiche formative e sull’attenzione in classe.

Una domanda chiave rivolta agli “studenti per un giorno” è stata: “In quale momento hai appreso maggiormente?”. Questa domanda serve anche, e soprattutto ai docenti, per capire qual è l’approccio migliore da applicare nel lavoro quotidiano con alunno affinchè possa apprendere al meglio. Ad esempio, un ragazzo impara meglio quando il docente propone esempi coerenti con la sua quotidianità. Da qui lo spunto per costruire la didattica del prossimo anno.

L’impegno e la formazione dei docenti della Scuola Oliver Twist è reso possibile anche dal progetto #SeguiamoLaCometa in collaborazione con IGT, che condivide una grande attenzione per il futuro delle nuove generazioni e per tematiche legate all’inclusione sociale.