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Il Volunteer Hub di Deloitte e Fondazione Deloitte è un’iniziativa di volontariato aziendale che ha coinvolto nei mesi di marzo e aprile alcune classi, sia dei percorsi professionali che del Liceo Artigianale, della Scuola Oliver Twist di Cometa. Durante gli ultimi mesi di scuola le persone di Deloitte hanno tenuto delle lezioni nelle classi della Scuola come professori volontari, creando, così, un legame ancor più forte tra mondo del lavoro e dell’istruzione.
I volontari hanno preparato insieme ai professori della Scuola moduli di: economia aziendale, start up e business planning di un’impresa artigiana, comunicazione e public speaking. Così, hanno trasportato gli studenti nel loro mondo e affrontato con loro tematiche attuali grazie alle testimonianze concrete di ciò che vivono ogni giorno al lavoro.
Ecco qui la testimonianza di Marina Calcagno, una volontaria di Deloitte che abbiamo intervistato:

  1. Perché hai scelto Cometa per partecipare al Volunteer Hub di Deloitte e Fondazione Deloitte?

Di Cometa mi ha colpito la storia, come da un singolo bambino accolto in una famiglia, sia nata una associazione grande, strutturata, che aiuta così tanti giovani.
Inoltre, mi attirava la possibilità di un volontariato a diretto contatto con le persone giovani, che mi permettesse di mettermi in gioco, uscendo dalla mia “zona di confort”.

  1. Com’è stato il tuo rapporto con i ragazzi durante le lezioni? Come ti sei sentita e come pensi si siano sentiti i ragazzi?

È stato molto gratificante poter trasmettere ai ragazzi i concetti che sono alla base del mio lavoro. Insieme a un collega, abbiamo cercato di raccontare l’approccio alla creazione di nuove idee imprenditoriali, dando loro alcuni riferimenti teorici, ma soprattutto trasmettendo loro un metodo per passare da “idee geniali” a “idee imprenditoriali”.
Nel pensare come spiegare questi concetti, ho cercato di mettermi nei loro panni, ricordando come ero io all’età della scuola, cercando di usare riferimenti che potessero avere un significato per loro e evitando concetti troppo legati al mondo professionale.
Alcuni mi sono sembrati interessati e stimolati, senz’altro incuriositi. Spero di aver lasciato loro la voglia di approfondire alcuni temi, ma soprattutto di aver dato loro la visione di una possibilità in più per il futuro, quella di essere imprenditori.

  1. Che valore ha avuto per te essere una volontaria qui in Cometa?

L’ho vissuta come un vero onore. Considero un privilegio avere l’opportunità di parlare a delle persone giovani, di ricevere le loro domande e di poter dare loro una prospettiva in più.
Mi è piaciuto anche collaborare con il professore e avere uno spaccato del suo mestiere, così importante per la società.

  1. Quale arricchimento personale o anche professionale ti ha lasciato questa esperienza con i ragazzi?

Le loro domande, la loro partecipazione alla lezione, anche correggere laddove sbagliavano cercando di incoraggiarli. Più in generale la relazione con i ragazzi. Seppur breve, è senz’altro la cosa che più mi ha arricchito.

  1. Ti viene in mente un episodio ti ha colpita in modo particolare?

Le lezioni sono state tutte in didattica a distanza, e questa è stata un’esperienza molto interessante, toccante per certi versi, perché mi ha permesso di partecipare alla vita dei ragazzi, in un momento così duro per loro e fare esperienza della prova grande che questa generazione ha dovuto e ancora deve affrontare.