IL CAMMINO EDUCATIVO

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In Cometa i bambini e i ragazzi sono accompagnati alla conoscenza della realtà, sono educati a cogliere il senso e la bellezza della vita nella condivisione della semplice quotidianità e dove le famiglie sono aiutate e sostenute nel loro cammino educativo.

Il metodo è una passione per la vita propria e degli altri nella certezza che l’educazione è una esperienza fondamentale per i giovani e per gli adulti.
L’esperienza dell’accoglienza, cioè dell’essere voluti e accettati nella propria singolarità, è la sorgente della mobilitazione delle energie affettive e cognitive della persona.

L’esperienza di Cometa nasce dalla fedeltà al suo inizio: famiglie che hanno aperto la loro casa per accogliere bambini e ragazzi in difficoltà. Cometa, in tutti i suoi sviluppi, mantiene la sua dimensione di casa, cioè di un luogo in cui le persone vengono accolte per quello che sono all’interno di una famiglia, che le riconosce come valore e coglie tutte le possibilità per realizzarlo.

Da sempre Cometa investe sulla personalizzazione dei percorsi; davanti all’unicità e all’eccellenza di ogni ragazzo non è possibile riproporre meccanicamente modalità già codificate e sperimentate. E’ esattamente quello che accade in una famiglia che accoglie e fa crescere ogni figlio secondo la sua unicità e specificità; cerca continuamente la modalità più adatta per educarlo al meglio, senza negare se stessa, i propri valori e il proprio metodo educativo.

Il cuore di questa realtà articolata e dinamica è l’esperienza di alcune famiglie che nel 1992 hanno iniziato a vivere all’interno del complesso di Cometa aprendo le loro case all’accoglienza di bambini e ragazzi in affido offrendo un contesto di vita ricco di opportunità per la loro crescita.

Molte famiglie negli anni si sono avvicinate e coinvolte in questa esperienza; alcune hanno maturato spontaneamente la disponibilità all’accoglienza di minori in affido sempre nell’alveo di un accompagnamento vicendevole con altre famiglie.
Questa rete di famiglie ha di fatto permesso di ampliare la capacità di risposta delle famiglie all’accoglienza di minori in affido garantendo la tenuta nel tempo e la qualità degli interventi.
Ciò è accaduto perché l’associazione familiare ha rappresentato il mezzo, scelto liberamente dalle stesse famiglie, per collaborare con il servizio pubblico alla costruzione del bene comune eper assicurare gli adeguati strumenti di sostegno.