Ci sono un astrofisico e un professore di filosofia nell’auditorium di un istituto professionale… No, non è l’inizio di una barzelletta per intellettuali, ma quello che è successo davvero oggi pomeriggio nell’aula magna nella scuola di istruzione e formazione professionale Oliver Twist di Como.
Un convegno dal titolo “Universo tra Ragione, Scienza e Fede”, organizzato dall'Ufficio Scolastico Provinciale di Como e patrocinato dalla Provincia e dall’Assessorato alla cultura del comune di Como, a cui hanno partecipato con alcuni studenti della scuola, gli alunni di alcuni dei licei della provincia.
Due ore intensissime in cui l’astrofisico Marco Bersanelli e il professor Emilio Russo hanno dialogato insieme agli insegnanti e ai ragazzi sull’universo: la sua vastità, le sue origini, il suo significato.
Ha aperto le danze la lezione del professor Marco Bersanelli: solo nella via Lattea duecento miliardi di stelle, cento mila anni luce di spazio; la galassia di Andromeda a due milioni di anni luce da noi e la storia del satellite Planck che lui ha contribuito a creare per scoprire come è nato l’universo.
Ci si sente quasi smarriti piccolissimi, un puntino nello spazio ma questo puntino è in grado di abbracciare, di misurare questa immensità. Crea equazioni, si lancia sempre più lontano. Che paradosso che ciò che sembra quasi schiacciato da questa volta sconfinata possa in realtà esplorarla nella sua profondità.
Paradosso testimoniato anche dalla varietà dei presenti, non un pubblico di elite, nessuna platea di nicchia: cultura diversissima, studi diametralmente opposti eppure tutti ugualmente appassionati a capire, a fare domande. Tante domande dei ragazzi, chi si chiede se ci sono altre terre in questo universo e chi si interroga sul Big Bang.
Forse tutto questo interesse è perché anche noi siamo fatti di stelle, già, le nostre mani, i nostri occhi sono fatti di carbonio e il carbonio è nel cuore delle stelle, chi l’avrebbe mai detto Alan Sorrenti diceva una verità scientifica cantando “Siamo figli delle stelle”!
È una scienza non classicamente intesa quella di questo pomeriggio, è la scienza dei veri geni, di chi pur scavando nell’incommensurabile attraverso gli anni luce e misurando la sterminata grandezza dello spazio comprende che tra un’eternità tutto questo gli sarà ancora un mistero.