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SCUOLA/ Its, due mosse del governo che possono salvare i giovani

Gli Its sono oggi la più significativa e matura risposta all’integrazione tra il mondo educativo e quello delle imprese. Ieri si è aperta una nuova prospettiva.
di ALESSANDRO MELE

I ragazzi che stiamo formando andranno in pensione dopo il 2060. Che lavori faranno? Saranno in grado di affrontare le sfide che gli si porranno davanti? Riusciranno a rispondere alle richieste del mercato del lavoro? Il sistema educativo ha bisogno di un cambiamento che non riesce a generare. L’integrazione con il mondo che cambia oggi passa dalle istituzioni formative che riescono a riportare il rapporto con la realtà tra i banchi. Di fronte alla cronica carenza di tecnici specializzati che lamentano le aziende del secondo paese manifatturiero d’Europa, è inammissibile un tasso di disoccupazione giovanile del 40 per cento. Stiamo bruciando un’intera generazione.

Gli Its (istituti tecnici superiori) sono oggi la più significativa e matura risposta all’integrazione tra il mondo educativo e quello delle imprese. È un sistema giovanissimo e già con straordinarie punte di eccellenza non solo su formazione ma anche su ricerca e internazionalizzazione.

Oltre ad un tasso di occupazione dell’80 per cento, che attesta la qualità dell’offerta, si moltiplicano, infatti, gli esempi virtuosi come l’attività di ricerca sviluppata dalla Fondazione Nuove Tecnologie per la Vita in partnership con un ospedale del Ghana; i corsi biennali interamente in inglese per formare giovani stranieri all’eccellenza italiana; l’Its turismo Puglia che ha tra i propri partner un hotel a Londra per stage all’estero dei suoi ragazzi; i percorsi di internazionalizzazione delle Pmi della fondazione Its agroalimentare Puglia che hanno “fruttato” diversi contratti di lavoro per i nostri ragazzi all’estero. E ancora l’Imssea (International Maritime Safety Security and Environment Academy), una vera e propria facoltà internazionale che può contare su una rete di esperti di fama mondiale per erogare i suoi corsi.

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COMUNICATO STAMPA – 27 settembre 2017