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Il Teatro è un gioco di squadra, è la dimensione del collettivo, del camminare insieme nel “tenere accesa una fiamma”, è una tensione costante che nasce dal valore dei testi da trasmettere al pubblico.

Alcuni artisti sostengono che il momento più felice sia quello creativo.

Io credo sia importante il momento di scelta del materiale, ma per me è importante quando lo metto a disposizione del pubblico, a partire da un atteggiamento di dono.

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Si incontra qualcosa se questo incontro ti dà un materiale nuovo per riflettere su di te. Così si svela qualcosa che teniamo chiuso dentro di noi.

Incontrarsi a teatro significa anche restituire al Teatro quella componente catartica, che ci libera da un’angoscia, perché la condividi insieme ad altri.

L’incontro è una conoscenza più profonda, al di là della semplice comunicazione: è avere a disposizione dei materiali che orientano la mia vita diversamente da come sarebbe stata senza quell’incontro.

La relazione che si ha con il pubblico è una relazione di conoscenza.
Tutto deve partire da una disponibilità da parte sia dell’attore che del pubblico.

A teatro si va perché si vuole incontrare la vita.

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L’evento fa parte del ciclo di incontri “Cosa c’è dietro…” organizzati dalla scuola Oliver Twist di Cometa, con la preziosa collaborazione dello scrittore Luca Doninelli.